Photoshop: usi e abusi

Photoshop è un software privato prodotto dalla Adobe Systems Incorporated specializzato nell’elaborazione di fotografie e, più in generale, di immagini digitali. “Questo programma è in grado di effettuare ritocchi di qualità professionale alle immagini, offrendo enormi possibilità creative grazie ai numerosi filtri e strumenti che permettono di emulare le tecniche utilizzate nei laboratori fotografici per il trattamento delle immagini, le tecniche di pittura e di disegno.” WikipediaPhotoshop

Il fotoritocco è vecchio quasi quanto la fotografia, falsi fotografici sono sempre esistiti. Da quando però esiste Photoshop, cioè dai primi anni ’90, il nostro stesso modo di guardare le immagini fotografiche è cambiato nella misura in cui il fotoritocco è diventato un’abitudine, più che un’eccezione o una curiosità.

Non sono rare, ad esempio, immagini di cibi ritoccate con lo scopo di renderli più invitanti: il che diventa piuttosto evidente osservando la realtà di un piatto precucinato e la sua fotografia, nella pubblicità o sulle confezioni. E ci sono poi le immagini di turismo che sembrano quasi troppo belle per essere vere.

Ma dov’è che si fa più abuso di Photoshop? Senza alcun dubbio, nel mondo della moda. Il mondo della moda e della pubblicità, le copertine delle riviste, i cartelloni pubblicitari in giro per la città, e molte delle immagini di moda si sono riempite di volti perfetti, levigati, di corpi magri al limite della sopravvivenza, di superfici lisce e pure, che, per quanto desiderabili, non esistono in natura. E’ a questo proposito che vorrei parlare di una grande personalità, quella di Adi Barkan. 

Adi Barkarealunrealn è un fotografo e agente di modelle israeliano, che da diversi anni si batte contro il culto della magrezza in passerella. Ha da poco rilanciato la sua lunga battaglia con il progetto Real/Unreal, che vorrebbe vietare l’uso di Photoshop per le immagini delle campagne pubblicitarie, perché presentano una visione distorta della realtà, proponendo un modello di bellezza irraggiungibile. Attraverso la sua agenzia, Adi Barkan sta raccogliendo e promuovendo quelle campagne che non fanno un uso distorto dell’estetica femminile, che non ricorrono cioè a ritocchi, e si rifiuta di usare modelle con un IMC (Indice di massa corporea) al di sotto di un certo valore ritenuto sano.

Fonti: Nuovoeutile.it, Rivistastudio.com, Alfemminile.com, Realunreal.com.
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